Darimar's Zone: sito divulgativo dedicato alla Zona di esclusione, all'incidente nucleare di Chernobyl e al videogioco S.T.A.L.K.E.R.

venerdì 29 aprile 2011

Chernobyl per non dimenticare

A 25 anni dal disastro, ancora incerto il numero delle vittime.

Un disastro senza precedenti, la desolazione e la sofferenza che ne sono seguiti hanno segnato i venticinque anni trascorsi da quel maledetto 26 Aprile del 1986.
L’orologio segnava l’una, 23 minuti e 44 secondi quando è esploso il reattore numero quattro della Centrale nucleare V.I. Lenin di Chernobyl.
La più grande catastrofe della storia del nucleare civile.
Per la venticinquesima volta è suonata la campana della centrale per ricordare le vittime dell’incidente. Nel giorno delle celebrazioni, il presidente russo Dmitry Medvedev, ha annunciato che proporrà ai Paesi del G8 iniziative concrete per “aumentare la sicurezza delle centrali elettriche nucleari”.
Rimane controversa, ad oggi, la stima delle vittime.
Secondo il rapporto ufficiale dell’Unscear, la commissione scientifica dell’Onu per gli effetti delle radiazioni nucleari, sono 31 le vittime accertate nell’incidente tra soccorritori e pompieri e 6000 i casi di tumore alla tiroide direttamente collegabili all’esposizione alle radiazioni.
Secondo fonti non ufficiali però, questi dati sono destinati a salire.
Il Partito Verde Europeo ha stilato un rapporto alternativo denominato Torch (The other report on Chernobyl) che concorda con la stima delle vittime accertate ma se ne distingue per quel che riguarda i morti presunti. In particolare secondo il Torch salirebbe a 9.000 il numero delle vittime presunte colpite da tumori e malattie causate dall’esposizione alle radiazioni.
Ausra Kesminiene, rappresentante dell’Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, al summit internazionale di Kiev per il 25mo anniversario di Chernobyl, ha lanciato un appello affinché si intraprendano nuovi studi e ricerche sul lungo periodo “perché gli effetti dell’incidente continuano ancora oggi e non sono del tutto noti”.
L’appello è stato raccolto dall’Onu che continua a monitorare gli effetti delle radiazioni, attraverso il Piano d’azione Onu su Chernobyl, che durerà fino al 2016 e in cui è impegnata anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
Si tenta di promuovere la ricerca sulle conseguenze per la salute degli abitanti dell’area e in particolare l’Oms lavora a stretto contatto con l’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (Aiea), Unicef e Programma di Sviluppo dell’Onu (Undp) per informare il pubblico, ridurre i rischi di salute e promuovere lo sviluppo nelle aree contaminate di Bielorussia, Russia e Ucraina.
Ma i pericoli per la salute della popolazione derivano anche dalle macerie di quell’esplosione che non sono mai state smaltite.
A Kiev, il direttore del sito di Chernobyl, Igor Gramotkin, ha precisato che il 95% di tutto il materiale radioattivo è ancora sotto le macerie e continua a sprigionare radioattività pari a 15 milioni di Curie.
Secondo l’Aiea l’esplosione portò la contaminazione più elevata nel raggio di 100 km dalla centrale.
Oggi la zona entro un raggio di 30 km è interdetta all’accesso pubblico, anche se, grazie a permessi speciali, i turisti possono spingersi fino al piazzale davanti al reattore e alla città fantasma di Pripyat.
Nel 1997 al vertice del G7 a Denver fu fondata la Chernobyl Shelter Fun per raccogliere fondi per mettere in sicurezza il reattore.
La conferenza dei donatori nella capitale ha raccolto finora 550 milioni di euro per la costruzione del nuovo sarcofago, che deve racchiudere e isolare le macerie radioattive, e del nuovo impianto di stoccaggio per le scorie che dovrebbero essere ultimati nel 2015.

Fonte: Ghigliottina.it, 28 aprile 2011.

lunedì 25 aprile 2011

Chernobyl, 25 anni fa il disastro

In Ucraina la peggiore catastrofe nucleare civile della storia. E ci sono ancora 200 tonnellate di materiale radioattivo da sistemare.

L'orologio segnava l'una, 23 minuti e 44 secondi del 26 aprile quando esplose il reattore numero quattro della centrale di Chernobyl. L'incidente, esattamente 25 anni fa, resta ancora oggi - anche dopo Fukushima, concordano gli esperti - la più grande catastrofe della storia del nucleare civile.
Quella notte i sistemi di sicurezza furono staccati per un test, che divenne fatale. Fu liberata radioattività tra i 50 e i 250 milioni di Curie, una quantità circa cento volte maggiore rispetto a quella delle bombe americane su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. All'interno del reattore erano custodite circa 200 tonnellate di uranio. Secondo gli esperti fuoriuscirono circa il 50% di iodio e il 30% di cesio, disperdendosi nell'atmosfera. La nube radioattiva si spostò verso gran parte d'Europa, colpendo soprattutto Bielorussia e Russia. Al summit internazionale di Kiev per il 25esimo anniversario del disastro Igor Gramotkin, oggi direttore del sito di Chernobyl, pochi giorni fa ha messo in chiaro che il 95% di tutto il materiale radioattivo è ancora sotto le macerie e continua a sprigionare radioattività pari a 15 milioni di Curie.
La conferenza dei donatori nella capitale ha raccolto 550 milioni di euro per la costruzione del nuovo sarcofago e del nuovo impianto di stoccaggio per le scorie che dovrebbero essere terminati entro il 2015. Per coprire il costo totale di oltre 1,5 miliardi di euro mancano ancora circa 200 milioni. Rispetto all'incidente giapponese di Fukushima, anch'esso classificato al livello 7 sulla scala internazionale "Ines", l'incidente nella centrale ucraina è considerato dagli esperti più grave per la maggior fuga di materiale radioattivo e gli effetti sulla salute e sull'ambiente nell'area.
Secondo l'Iaea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) l'esplosione portò la contaminazione più elevata in un'area nel raggio di 100 km dalla centrale, con la concentrazione maggiore di isotopi di stronzio, cesio e plutonio. Oggi la zona entro un raggio di trenta km è ancora interdetta all'accesso pubblico, ma con permessi speciali anche i turisti possono arrivare allo spiazzo davanti al reattore e spingersi sino alla città fantasma di Pripyat.
Le città di Chernobyl (15 mila abitanti) e Pripyat (50 mila) furono evacuate nel giro di 36 ore dopo l'incidente. Nei giorni successivi circa 130 mila persone in un raggio di 30 km dovettero lasciare le proprie case. In totale furono circa 350 mila le persone evacuate dalla regione e costrette a trasferirsi altrove. A venticinque anni dalla catastrofe regna ancora incertezza sul numero delle vittime causate direttamente dalle radiazioni, che l'Iaea quantifica comunque in circa 4.000. Ma cifre non ufficiali alzano il numero sino a 25 mila.
Oggi il sarcofago che avvolge il reattore nucleare esploso a Chernobyl il 26 aprile del 1986 è un "castello di carte", una struttura piena di crepe da sostituire al più presto, sostengono gli esperti ucraini.
Il problema più grande in vista della ristrutturazione sono le circa 200 tonnellate di materiali radioattivi ancora dentro il sarcofago, "una struttura progettata e realizzata in tutta fretta in sei mesi, in condizioni eroiche, per durare solo dieci anni".
Martedì, il governo di Kiev ha organizzato una conferenza di Paesi donatori per raccogliere i 600 milioni di dollari che ancora mancano per costruire la nuova struttura, una struttura che sara' assemblata in loco e poi fatta scorrere su rotaie in corrispondenza del sarcofago. La Commissione europea, che sarà rappresentata a Kiev dal Presidente Jose Manuel Durao Barroso e dal commissario allo Sviluppo, Andris Piebalgs, stanziera' 110 milioni di euro.

Fonte: TGCOM, 25 aprile 2011.

domenica 24 aprile 2011

La rivista di intrattenimento "S.T.A.L.K.E.R." è realtà!

L'11 maggio 2011 uscirà il primo numero della rivista di intrattenimento "S.T.A.L.K.E.R.", della quale vedete la copertina qui a lato.
Sul primo numero sarà pubblicato un articolo dedicato all'indiscusso eroe della Zona: Strelok. Inoltre sarà presente un fan comics che racconta le avventure di aluni stalker, una "guida alla sopravvivenza" schematizzata in consigli pratici, una storia di R. Kulikov, e E. A. Tumanov, "La vaccinazione contro l'avidità", un poster in regalo e un interessante gioco da tavolo denominato "La guerra delle Fazioni".
Inoltre, come si può notare nella parte inferiore della copertina, abbinato all'uscita del primo numero ci sarà un concorso a estrazione, che permetterà ai partecipanti di vincere un Apple iPad e altri premi.
Il primo numero è disponibile a Kiev, Dnipropetrovsk, Donetsk, Zaporizhzhya, Luhansk, Lviv, Kharkiv e Crimea. Il prezzo è di 15.95 dollari americani ('sti c@zzi!). I lettori dei paesi della CSI, così come quelli all'estero, possono acquistare il primo numero sul negozio online ufficiale, il già noto STALKER-Shop.
GSC ha anche allestito un sito web dedicato alla nuova rivista, sul quale sarà presentato, presumibilmente, ogni nuovo numero.
Naturalmente ogni notizia di prima mano riguardante questa spettacolare novità è in russo, e tutti i principali fansite hanno già pubblicato qualcosa in proposito; sullo STALKER-shop è tuttavia presente un piccolo cenno in inglese, con un enigmatico prezzo di 1,99 dollari (non si sa bene riferito a cosa) e la possibilità di ricevere una newsletter periodica per essere informati sulla disponibilità della rivista.

Riferimento: Stalker-CS.ru, 22 aprile 2011.

sabato 23 aprile 2011

Chernobyl, ambasciatore ucraino: "Fu una tragedia ma andiamo avanti col nucleare"

Il diplomatico preferisce poi non commentare la decisione del governo italiano di abbandonare i progetti di ritorno al nucleare, presa nei giorni scorsi, alla luce dell'incidente di Fukushima, anche se, ipotizza, «non sembra una decisione definitiva».
Tornando al ricordo di Chernobyl e alle conseguenze dell'incidente, che ancora oggi, e a lungo, si faranno sentire, Chenrniavskiy respinge le accuse lanciate da alcune associazioni ambientaliste, secondo le quali le autorità ucraine, per effetto della crisi economica, avrebbero sospeso i controlli che dal 1986 venivano sistematicamente effettuati sui prodotti agricoli. «Non è vero, ci sono controlli in ogni mercato in Ucraina, specialmente sui funghi». Esagerate, secondo l'ambasciatore, anche le notizie sulle proteste dei cosiddetti «liquidatori». Gli operai che a centinaia di migliaia (ne furono impiegati 600mila per contenere l'emergenza dopo l'esplosione del reattore) lamentano di non avere ancora ricevuto un'adeguata ricompensa, nè soldi sufficienti per far fronte alle spese mediche che devono sostenere per le conseguenze delle radiazioni. «Il governo manterrà i suoi impegni».

Fonte: L'Unico, 22 aprile 2011.

Chernobyl diventa paradiso per la fauna selvatica

Da «inferno radioattivo» a «paradiso» per la fauna selvatica, che ha trovato un habitat ideale in una zona boscosa incolta e abbandonata a se stessa: 25 anni dopo l’esplosione della centrale nucleare, Chernobyl è molto diversa dal deserto che si potrebbe immaginare.
«Non c’è ragione per cui l’uomo debba tornare qui», dice Sergey Gashchack, vicedirettore del Laboratorio Internazionale di Radioecologia che ha sede nella città più giovane dell’Ucraina, Slavutych, a 50 chilometri da Chernobyl. La zona di esclusione intorno alla centrale si estende per 2.600 chilometri quadrati, un’area pari a quella del Belgio.
«Qui non esistono più infrastrutture, le strade sono distrutte, non c’è elettricità», aggiunge. L’unico intervento da parte del governo locale è stato il rimboschimento. Negli anni gli alberi sono cresciuti e le foreste si sono sviluppate senza controllo; i rami spezzati e caduti si sono accatastati, diventando tane ideali per decine di specie di mammiferi che non vivrebbero mai in prossimità di centri abitati. «Non ci sono mostri, né mutanti, ma nel tempo la vita selvatica è tornata ad essere abbondante», osserva Gashchack.
«Il paradosso - prosegue - è che la più grande catastrofe tecnologica e che ha portato ad un livello di radioattività molto pericoloso, tanto da costringere tutta la popolazione umana ad abbandonare l’area, oggi è diventato una sorta di paradiso per la flora e la fauna selvatiche». Come è potuto accadere? Tanti anni di ricerche hanno portato Gashchack alla conclusione che «sebbene le radiazioni siano un fattore distruttivo, il rapporto fra dose ed effetto finora individuato vale principalmente nella fase acuta del rilascio radioattivo». Nel tempo, prosegue, questo rapporto cambia perché entrano in gioco nuovi fattori, compresa la capacità del Dna di riparare i danni, una «radioresistenza» innata, insieme ad altri fattori biologici o ecologici. «La relazione dose-effetto non è applicata nel 99% del territorio», rileva l’esperto.
Si spiega così perché in questo grande territorio abbandonato a se stesso per circa il 90% siano tornati tanti animali che si rifugiano tra gli alberi, come pipistrelli, gufi, aquile. La zona di esclusione è diventata un rifugio anche per orsi, linci, lupi, cinghiali, castori, cervi.

Fonte: Il Secolo XIX.it, 22 aprile 2011.


Approfondimenti:
Chernobyl, flora e fauna e gli "specchietti per le allodole"
Darimar's Zone - La Zona di esclusione, la Foresta rossa

S.T.A.L.K.E.R. 2: aspettative, desideri, paure e speranze

GSC Game World sarà capace di stupirci ancora una volta?

I fan del genere "first person shooter" con un buon PC da gioco si saranno senza dubbio imbattuti in uno degli S.T.A.L.K.E.R., a un certo punto. Certo, questi giochi sono un "gusto acquisito", e la maggior parte delle persone li amano o li odiano, ma la trilogia originale di S.T.A.L.K.E.R., che consiste in Shadow of Chernobyl (2007), Clear Sky (2008) e Call of Pripyat (2010), è ancora un simbolo nel campo dei giochi hardcore esclusivi per PC, che semplicemente non può essere fatto sulle console di attuale generazione.
Quando GSC Game World, la casa sviluppatrice di Kiev che ha dato vita alla serie, ha annunciato che S.T.A.L.K.E.R. 2 potrebbe anche essere portato su Xbox 360 e Playstation 3, tutti erano un tantino sorpresi, a dir poco. I timori che il nuovo capitolo della saga di culto cercherà si soddisfare le console a discapito del PC, sono molto diffusi, tanto più che Crysis 2, un altro sequel di uno sparatutto in esclusiva PC, sembra essere stato colpito un po' dal processo di sviluppo multipiattaforma. Con lo sviluppo di S.T.A.L.K.E.R. 2 ancora in corso a un anno di distanza, è difficile dire qualcosa sul gioco senza entrare nel "territorio" della speculazione selvaggia. Tuttavia, guardando indietro a ciò che ha reso grandi i precedenti giochi della serie e ciò che è possibile sulle console, si può scoprire almeno alcune delle opportunità e delle insidie ​​del processo di sviluppo multipiattaforma di GSC.
Molte cose si possono dire della serie S.T.A.L.K.E.R., ma non che siano i giochi più facili da giocare. Shadow of Chernobyl, Clear Sky e Call of Pripyat si basano tutti sul far sentire il giocatore come se fosse parte dell'ambientazione, e una componente di questo livello di immersione è data dalle stesse capacità che ha il giocatore nel gioco rispetto agli NPC incontrati nel gioco. Dal momento in cui il gioco ti cala nella sua realtà alternativa della Zona di Esclusione circostante al reattore esploso di Chernobyl, è chiaro come S.T.A.L.K.E.R. non sia la classica esperienza da "super soldato". Soprattutto in Shadow of Chernobyl, le prime armi che si utilizzano sono praticamente inutili e le prime ore di gioco sono costituite essenzialmente dal familiarizzare con l'ambiente, anche se si fatica a trovare abbastanza munizioni, kit medici, cibo e medicine per restare vivi.
Questa rischiosa scelta progettuale implica che i giocatori debbano essere disposti a investire un sacco di pazienza e determinazione nel gioco, se si vuole resistere alle prime ore di gioco. Come risultato, alcune persone hanno respinto il gioco, bollandolo come "ingiusto" e "incompleto", semplicemente perché non avevano la resistenza per sopportare le botte che il gioco somministra nelle fasi di apertura. Al contrario, coloro che hanno giocato abbastanza a lungo per giungere alle parti più tranquille nel mezzo del gioco, spesso hanno provato un grande senso di soddisfazione quando hanno capito che finalmente erano diventati tutt'uno con la Zona.
È lecito chiedersi se GSC Game World avrà il coraggio di introdurre i giocatori a S.T.A.L.K.E.R. 2 in modo simile. I tipici giocatori da console tendono ad essere molto più veloci, semplici e facilitati, e una ripida curva di apprendimento potrebbe spaventare eccessivamente una grande porzione del pubblico console. Il potenziale di mercato di un gioco FPS centrato sul single player come S.T.A.L.K.E.R., è già abbastanza limitato su console, e GSC Game World si tirerebbe "la zappa sui piedi" se dovesse sviluppare per console un gioco con la stessa grandezza e complessità della trilogia originale. D'altra parte, il fatto che questa serie sia diversa da quello che normalmente si vede sul mercato degli sparatutto per console lo distingue, e non è improbabile che il gioco vorrà solo espandere il suo culto con una versione per console.
Se l'obiettivo è di essere di successo su Xbox 360 e Playstation 3 come è già sul PC, però, S.T.A.L.K.E.R. 2 dovrà replicare sulla console il fascino dell'originale trilogia esclusiva per PC. E questo è esattamente il problema più grande. La struttura del gioco sfrutta pienamente la potenza del PC, con grandi spazi aperti, effetti di luce senza eguali, texture dettagliate e complesse, I.A. universale, ed è particolarmente pesante per la memoria di sistema.
Specialmente il sistema dell'I.A. sarà veramente difficile, se non impossibile, da importare sulle console. Il sistema 'ALife' di S.T.A.L.K.E.R. permette al gioco di supportare fino a 1000 I.A., ciascuna di esse con un comportamento non-script. Questo significa che, se siete in una certa area nella Zona, ogni NPC e mutante all'interno di tale area seguirà i cicli di vita non-scriptati che consistono nel cacciare, mangiare, dormire e combattere. Questo processo agisce in modo indipendente dal giocatore, così quando sei su un lato della mappa ad esplorare un sotterraneo, un gruppo di PNG può essere in combattimento contro dei mutanti all'altra estremità. Questo rende il mondo di gioco vivo, una entità imprevedibile che non è incentrata attorno alla posizione e il comportamento del giocatore.
Così, quando in un questionario uno dei rappresentanti di GSC Game World ha dichiarato che la differenza fondamentale tra il PC e le versioni per console sarebbe stata la grafica, un campanello d'allarme è scattato tra i fan di S.T.A.L.K.E.R., visto che nei capitoli precedenti erano state principalmente le caratteristiche del gameplay, che hanno fatto uso dei vantaggi del PC. Lo sviluppatore ucraino ha trovato il modo di attenuare il pesante utilizzo delle risorse di sistema dell'I.A. sulle console oppure il concetto è stato abbandonato del tutto? E' difficile dirlo a questo punto, ma sarebbe sicuramente un disastro se il nuovo motore sviluppato per S.T.A.L.K.E.R. 2 dovesse utilizzare un sistema a celle che divide la mappa in varie piccole aree che si attivano solo quando il giocatore ci entra. Un sistema analogo è stato usato da Ubisoft per lo sparatutto Far Cry 2, nel 2008, con conseguente respawn nemici e altri problemi di memoria che ne guastarono considerevolmente l'immersione.
Se c'è qualcosa di positivo che verrà fuori col multipiattaforma di S.T.A.L.K.E.R., sarà probabilmente un miglioramento della stabilità. Shadow of Chernobyl e Clear Sky, in particolare, sono stati colpiti da numerosi e famigerati bug, e ci sono volute parecchie patch dalla GSC per aumentare la stabilità e le prestazioni ad un livello in cui fossero almeno accettabili. Call of Pripyat è stato un enorme miglioramento in questo senso, in quanto non ha avuto molti bug, ma GSC dovrà assicurarsi che il nuovo motore che stanno creando non sia "grezzo" al debutto, come l'X-Ray, il motore col quale furono costruiti i precedenti capitoli. Perché anche se i giochi per console ricevono spesso delle patch, il pubblico console è di solito molto meno paziente per l'attesa di patch che fanno funzionare un gioco (e giustamente). Come tale, la vendita di un gioco con bug e incompiuto, come Clear Sky, potrebbe rivelarsi fatale. GSC probabilmente sa che dovrà fare le cose giuste al primo colpo e, se ci riescono, per i giocatori PC sarà sicuramente un beneficio.
Ci sono ancora molte cose che gli sviluppatori dovranno esaminare per far funzionare questo gioco su tutte le piattaforme. Se GSC Game World ci ha dimostrato qualcosa con la l'originale trilogia di S.T.A.L.K.E.R., però, è che si tratta di uno sviluppo di straordinario talento e ambizione che non ha paura delle grandi aspettative.
Chi si aspettava che Shadow of Chernobyl, che era in sviluppo dal 2001, potesse essere un così grande successo? Il lungo ciclo di sviluppo di quel gioco, provocò un sacco di scettisismo e di critiche tra i giocatori, anche se Shadow of Chernobyl vinse il Wired Vaporware Award nel 2006. Eppure, un anno dopo che fu scherzosamente definito il nuovo Duke Nukem Forever, questo pose GSC Game World, sulla carta, come uno degli sviluppatori per PC più avvenente e ambizioso in circolazione.
Non si può negare, tuttavia, che la società sia su un sottile strato di ghiaccio. S.T.A.L.K.E.R. ha dato vita ad un culto incredibile di fedeli tra i giocatori di PC hardcore. Ma se il recente rilascio di Crysis 2 ci ha insegnato qualcosa, è che la reputazione degli sviluppatori può essere rovinata con un solo gioco, se i fan si sentono traditi. In modo simile, un errore della GSC potrebbe portare la costante crescita della popolarità del franchising di S.T.A.L.K.E.R., che recentemente ha anche avuto una propria linea di merchandising, a una brusca fine. Fortunatamente per noi, però, gli sviluppatori di Kiev amano le sfide.

Fonte: NoobFeed, 17 aprile 2011;
Traduzione: Randy The Stalker (TGM Italian S.T.A.L.K.E.R.s Zone)

venerdì 22 aprile 2011

I turisti di Chernobyl: 100 dollari e visiti la centrale del disastro nucleare, pranzo incluso

Per un giorno da turista a Chernobyl bastano 100 dollari: il pacchetto comprende visita giornaliera alla centrale del disastro, passeggiata fra i reattori e pranzo alla mensa.
A 25 anni di distanza da quel 25 aprile 1986 la gente è sempre più appassionata e vuole calpestare il suolo che ha assorbito radiazioni mortali, ha spaventato l’Europa. Dopo l’incidente post tsunami alla centrale di Fukushima in Giappone, i curiosi sono aumentati.
Per visitare la zona rossa, quella intorno al reattore 4, lo stesso che esplose nella notte maledetta c’è un checkpoint attraverso cui si deve necessariamente passare.
Bisogna assumersi la responsabilità del pericolo che si sta per affrontare, almeno per le radiazioni, anche se dall’agenzia Cherno­byl Interinform rassicurano: «La dose di radiazioni che si assorbe in una giornata trascorsa qui è inferiore a quella di una radiografia dentale», spiega Juri Tatarchuk.
Il governo ucraino ha annunciato piani per aumentare il numero annuo di turisti da 60.000 a 1 milione. E anche questi turisti sono i benvenuti.
Nel 1986 Mosca inviò milioni di fondi per sistemare le crepe del reattore, ma ancora 7 mila persone lavorano a un nuovo progetto di ristrutturazione.

Fonte: Blitz quotidiano, 21 aprile 2011.

Chernobyl, dall’Ue 110 milioni per nuovo sarcofago

L’Europa finanzierà con 110 milioni di euro il nuovo “sarcofago” della centrale nucleare di Chernobyl. È quanto reso noto dal commissario europeo per lo Sviluppo, Andris Piebalgs, in occasione della conferenza internazionale dei Paesi donatori iniziata oggi 19 aprile a Kiev, in Ucraina.
A 25 anni dal disastro nucleare che coinvolse tutto il Vecchio Continente, è infatti necessario costruire un nuovo involucro che possa sostituire quello attuale, ormai ridotto in pessime condizioni. Il progetto elaborato, i cui lavori sono iniziati nel 2010, costa circa 750milioni di euro.
La riunione dei Paesi donatori è servita a raccoglierne 550, che si andranno ad aggiungere alla parte per la quale si è impegnata l’Ue. Il Governo di Kiev infine metterà a disposizione la cifra rimanente.
“La sicurezza nucleare è un problema mondiale – ha dichiarato il presidente della Commissione, José Manuel Barrosoche richiede una risposta mondiale. L’impegno oggi assunto, sarà essenziale per rendere nuovamente sicuro il sito di Chernobyl”.
Un ulteriore impegno europeo, dunque, che si va a sommare ai circa 470 milioni di euro, messi a disposizione fino ad oggi, da parte della Commissione, per sostenere iniziative e attività finalizzate al sostegno e alla riqualificazione di tutta la zona di Chernobyl.
I lavori, che dovrebbero essere ultimati nel 2015, prevedono la costruzione di una nuova copertura in acciaio che, secondo le ricostruzioni, dovrebbe essere adagiata sul reattore, contenendone le radiazioni.

Fonte: Il Quotidiano italiano, 19 aprile 2011.

Chernobyl - Un sarcofago da 1,5 mld per evitare nuovo incubo

Raccolti altri 550 mln per colmare buco nei fondi per costruzione

Alto 105 metri, lungo 150, con una campata di 257 e pesante 29 mila tonnellate. Sono queste le misure del sarcofago che coprirà definitivamente il reattore numero 4 della centrale di Cernobyl, esploso il 26 aprile del 1986. La gigantesca costruzione resisterà secondo i progettisti per almeno 100 anni.
È il consorzio francese Novarka, cui partecipano anche aziende tedesche e ucraine, a farsi carico dei lavori che dovrebbero essere completati entro la metà del 2014. Il progetto di attuazione per la costruzione del sarcofago è partito nel 1997 sotto l'egida dell'Ue, dell'allora G7 e delle autorità ucraine.
Fa parte di un ampio piano (Shelter Implementation Plan, Sip) che comprende anche la realizzazione di un impianto per lo stoccaggio delle scorie della centrale. Il Cernobyl Shelter Fund (Csf), che si occupa dell'implementazione, è sotto l'amministrazione della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Il reperimento dei fondi (i costi stimati sono di 1,54 miliardi di euro per il sarcofago, 250 milioni per l'impianto di stoccaggio) è stato uno dei problemi che hanno posticipato la fine dei lavori, inizialmente prevista entro il 2006. Tra ritardi burocratici e disorganizzazione, mancano ancora oltre 740 milioni di euro, in buona parte recuperati oggi dalla conferenza dei donatori riunita a Kiev, che ha raccolto 550 milioni. Secondo i dati stilati per il Chernobyl Shelter Fund and the Nuclear Safety Account, Bruxelles è il maggiore donatore e ha già dato 250 milioni, seguito da Stati Uniti (180), Germania (60), Bers (58). L'Italia ha offerto aiuti per un totale di circa 41 milioni di euro.
La costruzione dell'impianto di stoccaggio di Cernobyl è finanziata invece attraverso il Nuclear Safety Account, creato nel 1993 dalla Ebrd, fondo internazionale a cui partecipano l'Unione Europea e altri 14 Paesi, tra cui Giappone e Stati Uniti e si occupa delle centrali nucleari in Europa centro-orientale. Dal 2007 anche di quella ucraina. L'Italia ha già versato 21 milioni di euro.

Fonte: TMNews, 19 aprile 2011.

Ucraina, 25 anni fa il disastro di Chernobyl

La catastrofe di Chernobyl è stata la più grande della storia del nucleare civile. Sebbene anche quella giapponese di Fukushima abbia raggiunto lo stesso livello massimo di classificazione sulla scala internazionale “Ines”, il settimo, l’incidente nella centrale ucraina è considerato ancora dagli esperti il più grave, per la maggior fuga di materiale radioattivo e gli effetti sulla salute e sull’ambiente nell’area.
Nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986 si verificò l’esplosione al reattore numero 4. Durante un test per verificare il funzionamento della turbina nel caso mancamento improvviso di corrente elettrica, errori umani e tecnica difettosa crearono le condizioni per il disastro. L’orologio segnava l’una, 23 minuti e 44 secondi. Fu liberata radioattività tra i 50 e i 250 milioni di Curie, una quantità circa cento volte maggiore rispetto a quella delle bombe americane su Hiroshima e Nagasaki nel 1945.
All’interno del reattore erano custodite circa 200 tonnellate di uranio. Secondo gli esperti fuoriuscirono il 50% di iodio e il 30% di cesio, disperdendosi nell’atmosfera. La nube radioattiva si spostò da Chernobyl verso gran parte d’Europa. Secondo l’Iaea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) l’esplosione portò la contaminazione più elevata in un’area nel raggio di 100 km dalla centrale, con la concentrazione maggiore di isotopi di stronzio, cesio e plutonio.
Solo il 27 aprile, 36 ore dopo l’incidente, furono evacuati i 45 mila abitanti di Pripyat, la cittadina a un passo da Chernobyl e nei giorni successivi circa 130 mila persone in un raggio di 30 km dovettero lasciare le proprie case. In totale furono circa 350 mila le persone evacuate dalla regione e costrette a trasferirsi altrove.
Nei primi dieci giorni successivi alla catastrofe si tentò con ogni mezzo di tamponare la fuga radioattiva: elicotteri militari versarono oltre 1.800 tonnellate di sabbia e 2.400 di piombo sul reattore, ma solo il 6 maggio la situazione fu sotto controllo.
Migliaia di persone parteciparono alle operazioni, tra militari e civili. Si calcola che i liquidatori - operai, pompieri, soldati, reclutati e volontari - siano stati nei mesi seguenti circa 700 mila, provenienti non solo da Ucraina, ma anche da Russia e Bielorussia, repubbliche che all’epoca dell’incidente facevano parte dell’Urss.
Il primo sarcofago provvisorio fu terminato il 14 ottobre del 1986. I primi a lavoare sul luogo dell’incidente, i cosiddetti “early liquidators” fanno parte del gruppo di vittime, circa 4.000, che l’Iaea considera causate direttamente dalle radiazioni. Stime non ufficiali arrivano a 25 mila. Anche per il calcolo delle persone colpite da malattie è difficile stabilire con certezza. E sono difficilmente quantificabili i danni e i disturbi psicologici che possono aver interessato i 5 milioni di persone esposte a radiazioni sopra la norma, anche per un breve periodo, subito dopo l’esplosione.
A 25 anni dall’incidente la zona proibita nel raggio dei 30 km dalla centrale è diventata meta per gite organizzate da alcuni tour operator di Kiev che offrono ai turisti la possibilità di arrivare sino sotto il reattore numero 4 di Chernobyl e di visitare la città fantasma di Pripyat.

Fonte: Quotidiano.net, 19 aprile 2011.

sabato 9 aprile 2011

Allarme Chernobyl: segnali cedimento in sarcofago reattore 4

Sotto la "coperta" ribollono 190 tonnellate materiale radioattivo

Venticinque anni dopo la catastrofe nucleare, da Chernobyl si leva un nuovo allarme. Secondo l'ex direttore della centrale, Michail Umanez, le condizioni del sarcofago che avvolge il reattore numero 4 - quello che esplose il 26 aprile del 1986 - sono estremamente deteriorate: "Il rischio che crolli il sarcofago in metallo e cemento aumenta ogni giorno, perché la radioattività decompone i materiali".
Secondo i dati raccolti da Greenpeace, che ha organizzato un convegno a Kiev, sotto la "coperta di cemento" giacciono circa 190 tonnellate di materiale altamente radioattivo: se la copertura dovesse cedere, potrebbero liberarsi nell'atmosfera circa cinque tonnellate di polvere radioattiva.
Fintanto che non verrà realizzato un nuovo "super-sarcofago" - quello attuale è stato progettato per durare fino al 2016 - "esiste concretamente il rischio - ha ribadito Umanez - che un'altra nube nucleare si sprigioni sull'Europa occidentale". Ma per realizzare questo progetto, all'Ucraina mancano i soldi, ragione che ha indotto il Paese a rivolgere un appello alle Nazioni Unite.

Fonte: TMNews, 9 aprile 2011.

giovedì 7 aprile 2011

Oleg Yavorsky: domande/risposte con la community by stalker-zone.info

Il fansite stalker-zone.info ha coinvolto Oleg Yavorsky, Direttore per le relazioni pubbliche di GSC Game World, in un botta/risposta con la community di appassionati di S.T.A.L.K.E.R. tenutosi proprio oggi fra le 18.00 e le 20.30 (ora di Mosca). Tanti gli interventi e le domande, molti dei quali incentrati, com'era lecito attendersi, su S.T.A.L.K.E.R. 2; purtroppo, sempre com'era lecito attendersi, le risposte di Oleg sul secondo capitolo della nostra saga preferita sono state per lo più evasive se non addirittura saltate a piè pari.
A proposito della serie-TV, Oleg ha affermato che i lavori procedono bene: GSC si sa dando da fare per migliorare la storia e per continuare i colloqui con i vari canali televisivi potenzialmente interessati a trasmettere la serie; inoltre, sembra che ci sia una mezza idea di sviluppare la trama per adattarla a un lungometraggio vero e proprio (!). Per quanto riguarda S.T.A.L.K.E.R. 2, GSC vorrebbe concentrare le varie aree di gioco in un'unica mappa senza soluzione di continuità ma per adesso si tratta solo di tentativi che si stanno sperimentando per valutare la resa finale del prodotto; a proposito di un'eventuale demo, Oleg non ha negato nè confermato la possibilità (come al solito, "è troppo presto per parlarne"...); il nuovo motore grafico è ancora in fase di "messa a punto"; per quanto possibile, la trama di S.T.A.L.K.E.R. 2 sarà "non lineare"; è ancora "top secret" l'eventuale implementazione di nuove Fazioni; è "ovvio" che il nuovo motore grafico supporterà le librerie DX 11; luoghi, personaggi, storie e leggende della Zona saranno caratteristiche in gran parte in comune con quelle viste nella prima trilogia.
Insomma, pochissime novità: il succo del discorso è che S.T.A.L.K.E.R. 2 è ancora in un'arretrata fase di sviluppo, tanto che lo stesso motore grafico non è stato ancora ultimato, e GSC rimane assai poco incline a sbottonarsi su elementi di trama, ambientazione e features. Probabilmente, finchè non saranno rilasciati i primi screens ufficiali, faremmo meglio a metterci l'anima in pace e a non sperare troppo in notizie da capogiro.

Ah, l'immagine del calendario ufficiale di aprile 2011 deriva da uno screnshot che risale al 2003!

sabato 2 aprile 2011